Da spazi vuoti a start up culturali e sociali

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La Consulta rafforza l’Amministrazione condivisa

Un risultato che è di grande aiuto per molti dei “Riutilizzatori - riattivatori” alle prese con la trasformazione di spazi in luoghi dell’innovazione sociale e culturale. Si tratta di una sentenza n. 131 del 2020 della Corte costituzionale sull’inquadramento costituzionale di coprogrammazione, coprogettazione e accreditamento. Le conclusioni sono rilevanti da moltissimi punti di vista. Si riporta a tale proposito un estratto dell’articolo di Luca Gori, su Vita.it del 26 giugno, “la conclusione cui si giunge è consequenziale, sul piano giuridico-costituzionale: il rapporto che si instaura tra i soggetti pubblici e gli ETS, in forza dell’art. 55, definito esplicitamente un caso di «amministrazione condivisa» (con un termine oramai entrato nei manuali di diritto amministrativo!), è «alternativo a quello del profitto e del mercato: la «co-programmazione», la «co-progettazione» e il «partenariato» (che può condurre anche a forme di «accreditamento») si configurano come fasi di un procedimento complesso espressione di un diverso rapporto tra il pubblico ed il privato sociale, non fondato semplicemente su un rapporto sinallagmatico». Si tratta di un modello che si fonda «sulla convergenza di obiettivi e sull’aggregazione di risorse pubbliche e private per la programmazione e la progettazione, in comune, di servizi e interventi diretti a elevare i livelli di cittadinanza attiva, di coesione e protezione sociale, secondo una sfera relazionale che si colloca al di là del mero scambio utilitaristico»”.
RIUSIAMO L'ITALIA!
roberto.tognetti@riusiamolitalia.it

http://www.vita.it/it/article/2020/06/26/co-progettazione-la-sponda-della-consulta/156023/

 

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