RIUSIAMO L'ITALIA
Da spazi vuoti a start up culturali e sociali

Riusa

Trasforma uno spazio in un luogo
Obiettivo è creare tanti "beni comuni" grazie all'attivazione di percorsi “aperti” di progettazione partecipata, la cui finalità è di RE-inventare nuove vocazioni e funzioni d'uso per questi spazi oggi a vocazione incerta ed indecisa, sospesi tra il “non più” ed il “non ancora”, finiti ormai fuori dall'interesse di mercato tradizionale e nemmeno più gestibili secondo logiche verticali tra PA e territori.

Di conseguenza, la proprietà del bene può essere Pubblica, del Privato o del No profit.

La motivazione dei proprietari è quella di permettere - grazie al riuso del bene – la trasformazione di un “capitale inagito” in percorsi a forte utilità sociale/culturale / artistica/ educativa / sportiva / turistica / di sviluppo locale.

Questa piattaforma offre ai proprietari la possibilità di segnalare un immobile dismesso ed ai potenziali team di “rigeneratori”, la possibilità di presentare un progetto di riuso che ne permette al riattivazione.

AGGREGA, CREA UNA COMUNITÀ DI SCOPO

L’attività di ascolto e interazione di cui all’approccio RIUSIAMO L’ITALIA permette la costruzione di comunità collaborative collegate alla rigenerazione di un luogo:

" Quando una comunità opera (…) per sottolineare il suo ruolo di produttrice di luoghi, potremmo chiamarla
“comunità di luogo”: una comunità di scopo la cui ragion d’essere è anche quella di occuparsi del luogo in cui si trova. Come tutte le comunità contemporanee, è una comunità aperta, leggera e intenzionale.
Lo stesso vale per il luogo che produce, che non esiste perché “è sempre esistito”, come per i luoghi del passato, ma perché qualcuno ha fatto intenzionalmente qualcosa per farlo esistere.
In altri termini, le comunità intenzionali producono dei luoghi intenzionali. "

(Ezio Manzini, Politiche del quotidiano, 2018).

L’aggregazione strutturata avviene di solito attraverso procedure aperte e collaborative che si gestiscono tramiti avvisi di manifestazione di interesse. I modelli operativi prevalenti sono i seguenti :

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